Mi chiamo Clea e sono grafica di formazione.
Il mio percorso è iniziato nella comunicazione visiva, un lavoro che mi ha insegnato a osservare, progettare e dare forma alle idee.
Il mio percorso, però, non è stato lineare. Dopo la grafica ho attraversato esperienze molto diverse tra loro, alcune legate alla cura, altre alla ricerca personale. C’è stato anche un periodo di viaggio con lo zaino in spalla: un tempo che mi ha portata a cambiare ritmo, spostare lo sguardo e mettere in discussione l’idea di una strada già tracciata.
Nel 2019, tornata in Ticino, ho aperto il mio studio grafico. Mackea è nato lì, come spazio legato alla comunicazione visiva. Accanto al lavoro grafico, negli anni ho sempre coltivato linguaggi creativi diversi: fotografia, xilografia, carta fatta a mano, piccole illustrazioni ad acquerello. Non li ho trasformati in lavoro, ma sono rimasti parte del mio modo di osservare, comporre e costruire immagini.
L’argilla è arrivata poco dopo. All’inizio era una ricerca personale, una pratica da tenere accanto al resto. Poi ha iniziato a prendere più spazio. È stata l’unica, tra le tante forme creative che avevo attraversato, a nutrirmi abbastanza da volerla portare avanti in modo più presente, non solo occasionale.
Nel 2024 ho aperto l’atelier di ceramica. Da lì Mackea ha iniziato a tenere insieme due direzioni: la comunicazione visiva da cui arrivo e il lavoro con l’argilla, che nel tempo è diventato linguaggio, mestiere e spazio condiviso.
Credo che la creatività possa essere anche un modo per prendersi cura del tempo, dell’attenzione e delle cose che scegliamo di fare con le mani. È questo che cerco di costruire attraverso le mie ceramiche, l’atelier e il lavoro condiviso con chi lo attraversa.
